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Forse non sarà il posto più adatto per scrivere le mie impressioni sull’argomento ma il concerto dell’altra sera…. quello dei mitici, unici, ineguagliabili Sex Pistols è stato veramente GRANDE!

Eravamo 100 mila persone in quella piazza, giovani e non, punk, skin, squatter, qualche nazi ma tutti insieme a cantare le canzoni di Jonny Rotten.
Tra il pubblico anche ragazzi dei centri sociali e striscioni volti a ricordare sole e baleno
Il nuovo bassista Glen Matlock è stato bravo ma certo… non paragonabile a Sid, in compenso però sapeva le canzoni e non ha vomitato ne è morto addosso a nessuno.

[youtube Wh0k6tWOaBo]

100 mila eravamo alla pellerina ma almeno in 200 eravamo sotto al palco a pogare e a urlare a squarcia gola le loro canzoni, uniche, indimenticabili.

Sicuramente, per me come per molti, vedere dal vivo la storica band londinese è stato come un sogno, nessuno si aspettava di rivederli e invece sono tornati, più grassi e bastardi che mai!

Non sono certo mancati i lanci di oggetti contundenti verso il cantante ma anche questo fà parte del gioco… il gioco del punk, il gioco che dal 1977 ha infettato il mondo con il suo spirito anarchico e contraddittorio… il punk… i punk…

Voglio riportare della parole che ho letto su una news di poche ore fa, sono le parole di Gianfranco Rotondi è il segretario Nazionale di Democrazia cristiana per le autonomie ora ministro per l’attuazione del programma elettorale nominato da Silvio Berlusconi. Le sue parole sono di conforto a quanto sta succedendo al poverolecca culo in azione Premier, tutti lo accusano, i giudici o meglio le toghe rosse sembrano avercela con lui e quindi Rotondi ne approfitta come molti per leccare il culo e prendere qualche soldino in più magari, cito le parole del ministro apparse socci su ansca.it

”Berlusconi e’ un uomo onesto, ma e’ normale che alcuni pm lo attacchino perche’ in Italia i pm spesso fanno politica. La soluzione non e’ la separazione della carriere, ma la vecchia idea di Bossi dei pubblici ministeri eletti dai cittadini. Vogliono fare politica? Bene, ma almeno prendano i voti come noi”.

La seguente dichiarazione mi lascia perplesso però…
intanto, dichiarare che Berlusconi è un uomo onesto è già un bell’affare visto il suo curriculum, inoltre non ho ben capito questa storia della separazione delle cariere, Berlusconi è un imprenditore (tra le tante cose) e può fare il presidente del consiglio, Di Pietro (perchè a lui sono rivolte le dichiarazioni) invece no.

Posso accettare il conflitto di interessi che potrebbe avere Di Pietro nel fare il politico ma dall’altra parte ovvero quella del centro destra c’erto i giudici non mancano, forse non tutti si ricordano della vicenda del processo SME: (posto il video perchè non mi voglio dilungare in particolari e travaglio è illuminante)

[youtube t0VZTgSqOt4]

Chiudendo la parentesi su quanto Berlusconi sia una brava persona, mi lascia sbigottito l’ultima affermazione del presunto ministro

‘Vogliono fare politica? Bene, ma almeno prendano i voti come noi”

Cosa avrà voluto dire?
Forse Di Pietro dovrebbe iniziare a fare propaganda per le casalinghe di Voghera come dice il caro Piero Ricca… perchè altrimenti non si spiegherebbe quest’ultima affermazione…
Forse intendeva dire vincano le elezioni però mi piacerebbe ricordare che le scelte di governo non sono nelle sole mani della maggioranza, le idee vanno discusse e decise assieme a quelli che sono i rappresentanti dell’opposizione inclusi i tanto odiati giudici rossi!

“Leggendo le dichiarazioni di Berlusconi contro la magistratura, sembra di essere tornati a quando? Cinque anni fa, o addirittura 12 anni fa? Il paese è tornato nel passato, ma noi non ci faremo rimettere nel passato”. Cosi’ il segretario del Pd, Walter Veltroni, concludendo l’assemblea costituente del partito, commenta le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi sulla magistratura.

“E’ bastato un mese per riaprire la guerra con tutti. Il primo conflitto e’ stato oggi con Barroso,
che ha ripreso Berlusconi dopo le sue dichiarazioni sull’Europa”.

Sul cosiddetto buco di bilancio al comune di Roma Berlusconi “e’ l’ultimo a poter parlare”
perché quando ha governato il paese tra il 2001 e il 2005 “ha lasciato un deficit di 30 miliardi”.

La Scuola, da parte sua, non ha gli strumenti adatti per supplire a questa mancanza. Inoltre, l’escludere da questo sistema tutto ciò che non è calcolabile, porta la scuola a diventare un complesso menomonico-nozionistico, dove non si valuta nè si insegna ai giovani l’emotività, e nè tantomeno questi vengono spronati alla creatività e alla fantasia. Il realizzare poi che le attuali conoscenze e la scienza non sono in grado di cambiare in meglio la società e la realtà, genera delusione, impotenza e frustrazione. Ciò comporta, secondo il prof. Galimberti, la perdita di fiducia nel futuro, che viene visto dai giovani non come una promessa, quanto piuttosto come una minaccia. Questa incertezza provoca paura e sofferenza, che si superano rifugiandosi nell’anestesia delle droghe, che danno un temporaneo piacere ed una temporanea eccitazione, ma che allontanano la nuda realtà dalla nostra percezione.

Senza scuole e famiglie, il ruolo principale di “educatore” è affidato oggi ai media, alla televisione, il cui obiettivo non è però l’insegnamento etico, bensì incrementare il “consumo”. Si fa strada in questo modo la cosificazione, la mercificazione di tutto: si diventa schiavi delle cose. Lo stesso corpo viene visto dagli adolescenti come un “capitale” da investire per vendere la propria immagine ed acquisire così consenso nella società. Nascono in questo clima i reality, le veline, i tronisti, da cui derivano quegli atteggiamenti, riscontrabili in età sempre minore, di mercificazione di se stessi, come dimostrano i numerosissimi filmati su youtube e i casi delle ragazzine che in cambio di ricariche telefoniche vendono immagini del proprio corpo. Il “cogito ergo sum” cartesiano si è trasformato in “adparo ergo sum”, ovvero “sono in quanto appaio”: l’etica dell’apparenza.

Gran parte delle manie della nostra società sono figlie del benessere: con la crescita del tempo libero cresce anche la noia (il tempo vuoto), vuoto non solo temporale, che si cerca di riempire con una distrazione sulla quale focalizzare la mente, finchè quella distrazione diviene l’occupazione principale. Poiché manca, come abbiamo visto, un’educazione emotiva, è spesso in questa attività che si sfogano le proprie emozioni, in modo incontrollato, dominato dall’indifferenza egocentrica e da un “sono fatto così” che assolve ogni comportamento. E’ così che si fa strada la violenza. In particolare la violenza di gruppo, in cui si perde la responsabilità del singolo e in cui quindi è più facile agire e dare, da un lato, libero sfogo al proprio malessere, dall’altro, vendere un’immagine “potente” di se stessi all’interno del gruppo.

Al termine di questo discorso appare evidente che la cura per questo male parte dall’educazione. Bisogna rieducare i giovani all’emotività e alla morale, ridargli la speranza nel futuro, creare occasioni in cui possano tenersi occupati in qualcosa di costruttivo. Personalmente ho in mente delle iniziative da radicare nella società ed in particolar modo nelle strutture scolastiche e nelle associazioni sociali. La voglia di “immagine”, di “apparire”, che hanno i giovani di oggi, non va demonizzata nè repressa, ma è una potenzialità da sfruttare incanalandola verso modelli positivi: vanno sperimentate ed incentivate nuove forme di insegnamento ed apprendimento. A nulla servono le riforme scolastiche “formali” (come la riforma dei cicli della Moratti) o “minacciose” (come potevano essere alcuni provvedimenti di Fioroni), se non si affianca un nuovo modello che metta al centro i giovani di oggi e le loro passioni. Aiutiamo i giovani a riscoprire sè stessi, solo così saranno in grado di rapportarsi correttamente verso il prossimo, e di ritrovare quella speranza nel futuro.

dippiù?