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Sex Pistols alla pellerina..

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Forse non sarà il posto più adatto per scrivere le mie impressioni sull’argomento ma il concerto dell’altra sera…. quello dei mitici, unici, ineguagliabili Sex Pistols è stato veramente GRANDE!

Eravamo 100 mila persone in quella piazza, giovani e non, punk, skin, squatter, qualche nazi ma tutti insieme a cantare le canzoni di Jonny Rotten.
Tra il pubblico anche ragazzi dei centri sociali e striscioni volti a ricordare sole e baleno
Il nuovo bassista Glen Matlock è stato bravo ma certo… non paragonabile a Sid, in compenso però sapeva le canzoni e non ha vomitato ne è morto addosso a nessuno.

100 mila eravamo alla pellerina ma almeno in 200 eravamo sotto al palco a pogare e a urlare a squarcia gola le loro canzoni, uniche, indimenticabili.

Sicuramente, per me come per molti, vedere dal vivo la storica band londinese è stato come un sogno, nessuno si aspettava di rivederli e invece sono tornati, più grassi e bastardi che mai!

Non sono certo mancati i lanci di oggetti contundenti verso il cantante ma anche questo fà parte del gioco… il gioco del punk, il gioco che dal 1977 ha infettato il mondo con il suo spirito anarchico e contraddittorio… il punk… i punk…

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Sex Pistols a Torino - Parco della pallerina

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Il grande giorno è quasi arrivato, i Sex Pistols, la storica band musicale che ha decretato la nascita e ha seminato i semi per la morte del movimento punk sarà ospite a Torino al Traffic Free Festival.

Quando?
Venerdì 11 luglio 2008
Dove?
L’appuntamento è al parco della pellerina, vi riporto la mappa

Visualizzazione ingrandita della mappa

Quanto costa?
L’ingresso è gratuito

Speriamo che la band londinese, seppur con un componente in meno (Sid) ci faccia saltare come ormai fa da 40 anni!

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Torino:senza incidenti il corteo Free Palestine

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Torino 10/05/08

E’ sfilato senza i temuti incidenti e senza le bandiere israeliane bruciate il tanto atteso e discusso corteo filopalestinese organizzato da “Free Palestine” per protestare contro l’invito a Israele come ospite d’onore alla Fiera del Libro in corso al Lingotto di Torino.

 

L’obiettivo degli organizzatori era di far sentire la propria voce di dissenso al “popolo deifreepalestine libri” e all’establishment politico culturale che ruota attorno alla kermesse culturale torinese. Obiettivo che hanno dichiarato raggiunto, dopo che hanno portato la manifestazione a chiudere proprio a ridosso dell’ingresso del Lingotto a meno di 200 metri dalla Fiera del Libro. E’ stato qui che agenti di polizia e finanzieri hanno bloccato il passaggio alle migliaia di manifestanti, 2.000 secondo la Questura, 6.000 per gli organizzatori, giunti nel tardo pomeriggio dopo quattro chilometri di marcia. Un corteo che e’ sfilato lentamente, piu’ simile a una passeggiata che ad una marcia inquadrata, percorsi senza tensioni grazie anche ad un imponente quanto discreto schieramento di forze di polizia.

Durante il corteo sono state ricordate le 5 persone uccise ieri nei territori occupati. Gli organizzatori, tra cui il segretario del Partito comunista dei lavoratori Marco Ferrando, hanno criticato l’assenza “degli stati maggiori della sinistra” nella difesa dei diritti dei palestinesi e responsabili “di una
catastrofe elettorale e politica”. Secondo l’ex esponente trozkista di Rifondazione, sono esponenti di una sinistra che e’ vittima della propria volonta’ di accreditarsi come “affidabili” presso la lobby ebraica in vista di un futuro ritorno al governo assieme al Pd.

Al corteo si sono visti, accanto alle sigle di movimenti organizzati (piu’ di cento organizzazioni antagoniste hanno aderito a ‘Free Palestine’), anche molti giovani. Tra i cartelli piu’ significativi, uno recitava: “73 risoluzioni Onu ignorate, terrore continuo, uccisioni quotidiane, decine di migliaia di incarcerati, distruzioni di case, fabbriche, uliveti, riduzione del territorio al 16 per cento. Ma a Torino Israele accolta con tutti gli onori”.

Alla manifestazione ha partecipato anche il gruppo “Jews against occupation”, “Ebrei contro l’occupazione”. A loro nome ha parlato in chiusura Giorgio Forti, professore emerito di Fisiologia vegetale all’Universita’ di Milano e membro dell’Accademia dei Lincei: “Aver invitato alcuni israeliani, favorevoli al governo, scartandone altri e soprattutto non aver invitato anche gli scrittori palestinesi, e ce ne sono molti e bravi, e’non e’ un’operazione culturale, ma politica. Per questo noi siamo contrari”.

Tra gli esponenti stranieri, anche il rappresentante del movimento per la pace di Israele, che ha ringraziato i manifestanti: “Per noi e’ molto importante avere sostegno internazionale - ha detto - soprattutto qui in Italia”.

rainews 24

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